LA STORIA

L'agrimensore vercellese Francesco Rossi fu il primo che, negli anni Quaranta del XIX secolo, ne ideò la realizzazione. Tale canale avrebbe dovuto avere origine dal Po all'altezza di Crescentino. Il primo progetto fu abbandonato, probabilmente perché il tracciato avrebbe attraversato i terreni di proprietà del conte di Cavour, ma l'idea fu mantenuta e successivamente l'opera fu affidata nel 1852 all'ingegnere Carlo Noè, dall'allora presidente del Consiglio dei ministri del Regno di Sardegna, il conte Camillo Benso di Cavour.

Nell’immaginario collettivo dei non addetti ai lavori il Canale Cavour fu fortemente voluto da Camillo Cavour, come s’impara anche dai testi scolastici di Storia, protesi alla esaltazione della risorgimentale figura del Conte “ grande tessitore”. In realtà la storia del canale vede un Conte assai freddo all’inizio, se non addirittura ostile; quello che è, invece, più vivace è l’intersecarsi, quasi mai sereno per altro, delle vicende di Cavour, del Rossi e del “terzo uomo”, che avrà poi il compito della nuova progettazione del canale, l’ingegner Carlo Noé.

Il progetto di Carlo Noè prevedeva la nascita del canale molto più a monte, a Chivasso, per consentire in tal modo al canale di irrigare una porzione molto più vasta di pianura, comprendente anche il medio Vercellese, il Novarese e la Lomellina, anche se ciò avrebbe complicato la progettazione dell'opera, dovendosi attraversare due grandi fiumi, la Dora Baltea ed il Sesia. Il progetto di Carlo Noè fu approvato dal Parlamento Italiano nel 1862. La sua effettiva realizzazione avvenne tra il 1863 e il 1866, dopo la proclamazione del Regno d'Italia e quando Cavour era già morto, su impulso dei ministri Quintino Sella e Gioacchino Pepoli, e costò all'incirca 45.000.000 di lire.

Il Canale Cavour è un'opera che desta meraviglia sia per la rapidità di costruzione, sia per la perfezione costruttiva ottenuta impiegando solo mattoni e pietre. Oggi, nonostante l'evoluzione tecnologica, un'opera simile richiederebbe certamente tempi più lunghi: basti pensare che per gli attraversamenti di strade e corsi d'acqua furono costruiti ben 101 ponti, 210 sifoni e 62 ponti-canale. Si può affermare senza dubbio che il canale Cavour fu, per parecchi decenni, il fiore all'occhiello dell'ingegneria idraulica italiana ed europea e rimane ancora oggi la più grande opera di ingegneria idraulica mai compiuta in Italia.

La gestione fu fino al 1977 affidata all'Amministrazione generale dei canali demaniali d'irrigazione, che tramite lo strumento della concessione temporanea si avvaleva della collaborazione dei consorzi tra gli utilizzatori finali delle acque del canale delle province di Vercelli e di Novara, rispettivamente Ovest Sesia ed Est Sesia. In seguito la legge 984 del 27 dicembre 1977 (legge Quadrifoglio) stabilì che la competenza sui canali demaniali venisse trasferita alle Regioni (in questo caso alla Regione Piemonte). Tra i due consorzi venne inoltre costituita la Coutenza Canali Cavour. Questo ente, che ha la propria sede amministrativa a Novara e quella legale a Vercelli, oltre che del canale Cavour si occupa anche della gestione degli altri canali di interesse comune presenti nell'area.

Per ricordare nel tempo il progettista del Canale, il 16 ottobre 1898 fu inaugurato un monumento a Carlo Noè, eseguito dallo scultore Francesco Porzio e collocato a Chivasso, sul piazzale a ponente della chiavica di imbocco.